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Emissioni di gas ad effetto serra

Le attività del Gruppo A2A emettono CO2 in atmosfera sia direttamente (ad esempio durante la produzione di energia) che indirettamente (attraverso il consumo di energia negli impianti e negli uffici, l’utilizzo di materiali e beni di consumo, ecc.). Tuttavia da un punto di vista globale, le scelte gestionali e tecnologiche adottate dal Gruppo A2A possono contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 emesse a livello territoriale. È il caso ad esempio della cogenerazione, del recupero energetico dei rifiuti e della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Di seguito, quindi, sono presentate le performance ottenute sulle emissioni (dirette e indirette) ma anche i benefici in termini di emissioni evitate e risparmio energetico.
Le emissioni complessive della produzione di energia elettrica e termica (vedi capitolo Allegati: I numeri dell’ambiente) rappresentano la quota dell’ordine del 4% di quelle nazionali (104.888.000 tonnellate le emissioni nazionali della produzione di energia elettrica e termica 2009- fonte ISPRA National Inventory Report 2011).
Il fattore di emissione di CO2 medio totale del Gruppo A2A, calcolato sommando tutte le emissioni della produzione di energia rapportandole alla totalità della produzione energetica è stato pari a 353 g/kWh11 (36712 g/kWh nel 2010) registrando quindi un miglioramento di circa il 4 % rispetto allo scorso anno.
Le emissioni medie del parco termoelettrico di A2A sono state pari a 540 g/kWh elettrico, analoghe al valore medio nazionale (dato 2009: 545 g/kWh - fonte ISPRA National Inventory Report 2011).
I fattori di emissione medi del Gruppo A2A per le diverse tecnologie produttive sono riportati nelle tabelle allegate a pagg. 160/164.
Quanto alle emissioni specifiche dagli impianti  di termovalorizzazione dei rifiuti, esse sono soggette a variazioni, anche in ragione della variabilità delle caratteristiche dei rifiuti in ingresso. È il caso del termoutilizzatore di Brescia che smaltisce, oltre ai rifiuti urbani che hanno una composizione abbastanza costante, anche una quota di rifiuti speciali e di biomasse. Nel 2011 è stato smaltito meno pulper di cartiera (costituito da una percentuale di materie plastiche superiore anche al 90 %) ed una maggiore quantità di rifiuti urbani o combustibile derivato dai rifiuti. Come risultato è notevolmente diminuito il fattore di emissione al kWh perché è stata bruciata una quantità maggiore di carbonio organico (“rinnovabile”) che convenzionalmente dà luogo a emissioni nulle di CO2. Questo miglioramento del fattore di emissione è dovuto anche agli interventi di aumento dell’efficienza del recupero energetico realizzati.
Uno degli obiettivi che A2A si pone è la limitazione delle emissioni di gas serra che si generano dal processo di degradazione dei rifiuti. Il “biogas” è infatti costituito per la maggior parte da metano, che ha un potere di riscaldamento pari a 25 volte quello della CO2. Per ridurre le emissioni di metano in atmosfera A2A realizza pozzi di captazione (aspirazione) del biogas, che viene bruciato in torcia. In alcuni casi, dalla combustione del biogas viene recuperata energia, evitando le emissioni di CO2 che si genererebbero producendo la stessa quantità di energia con combustibile fossile.

11 L’indicatore non ha diretta attinenza con gli obblighi legati alla direttiva 2003/87/CE (Emissions Trading Scheme).
12 Il valore è stato corretto rispetto a quello riportato sul Bilancio di sostenibilità del 2010 (368 g/kWh).

Emissioni evitate e risparmio energetico

È stata riesaminata ed aggiornata la metodologia per il calcolo delle emissioni evitate di CO2 e del risparmio energetico applicabile a tutti gli impianti e ai processi energetici del Gruppo ricadenti nel territorio italiano, metodologia applicata a partire dai dati del 2010. La metodologia è stata ampliata con l’aggiunta della definizione dei criteri per la rielaborazione dei dati al fine di calcolare le emissioni evitate di CO2 associate al kWh distribuito con il teleriscaldamento in un ambito predefinito - rete, sistema di reti, intera società del Gruppo,intero Gruppo A2A - a seconda delle esigenze di comunicazione. Sono stati aggiornati i fattori di emissione e i consumi specifici medi della produzione termoelettrica nazionale presa a riferimento nei calcoli (Italian Greenhouse Gas Inventory - National Inventory Report 2011 - 545 g CO2/kWh - e dati Terna 2009, stesso anno di riferimento del rapporto ISPRA). La metodologia costituisce un metodo condiviso per quantificare e comunicare ai propri stakeholder tali benefici ambientali, fornendo informazioni omogenee anche se provenienti da distinte realtà del Gruppo. Tale metodo si inquadra nello Scope 3 del GHG Protocol, ed è stato pensato sia per consuntivare i dati annuali degli impianti in esercizio che per effettuare le analisi previsionali degli impianti in progetto. Per approfondimenti si rimanda alla precedente edizione del bilancio di sostenibilità. I risultati dell’applicazione della metodologia sono riportati nella tabella che segue.

 Emissioni evitate
(tCO2eq)
Energia primaria
risparmiata (tep)
 201020112010 2011
Impianti di cogenerazione  con teleriscaldamento con combustibile diverso dai rifiuti ed eventuale sezione a pompa di calore
29.975  40.161  20.985  20.653 
Valorizzazione energetica dei rifiuti (termovalorizzatori)  1.047.454  1.100.089  283.767  294.271 
Produzione elettrica da fonte rinnovabile  1.871.067  1.691.035  621.386  600.595 
Produzione termoelettrica non cogenerativa  94.274  28.841  176.221  33.366 
Totale  3.042.770  2.860.126  1.102.359  948.885 

Il contributo maggiore alle emissioni evitate viene dalla produzione da fonte rinnovabile, prevalentemente da quella idroelettrica, che per A2A rappresenta circa il 30% della produzione elettrica del Gruppo. I dati mostrano che la termovalorizzazione dei rifiuti ha un peso importante nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas serra. Si sottolinea che gli impianti di A2A ricevono i rifiuti che non sono altrimenti recuperabili, per i quali, quindi, l’alternativa di smaltimento è la discarica. Le minori emissioni di CO2 equivalenti sono dovute soprattutto alla non dispersione di biogas dalla discarica di riferimento.